martedì 28 giugno 2011

1996-2011: I nostri primi, “bastardi”, 15 anni di vita

Alle 10 del mattino del 23 giugno 1996 a Banchette (TO), con l’inizio ufficiale delle iscrizioni, iniziava la prima edizione di quella che da allora in poi è sempre stata chiamata Festa del Cane Meticcio (nell’immagine: Balù, la nostra prima mascotte). Anche quando nel 2007 decisi di riprenderla in mano e di riproporla in Lombardia, dove mi ero trasferito nel giugno del 1999.

Ricordo ancora come nacque l’idea. Giornalista cinofilo già da un paio d’anni, avevo partecipato a qualche manifestazione analoga in giro per la provincia di Torino. “Perché non farne una tutta nostra?” pensai. E l’occasione si presentò di lì a poco, quando per caso mi incrociai con i soci e i volontari del “Circolo” di Banchette, dove peraltro avevo abitato fino a pochi mesi prima. Trovai persone subito disponibili, ma soprattutto in grado di far seguire i fatti alle parole; elemento fondamentale quando si tratta di alzarsi dal tavolo delle idee e iniziare a montare ring, cavi, altoparlanti e gazebo sotto un sole che ti sputa addosso tutto il suo calore.
Nacque così la 1a Festa del Cane Meticcio. Una sfida. Finanche un azzardo data l’esperienza unicamente come spettatore e non come co-organizzatore. Ma fu un successo e il mio debutto anche come speaker della manifestazione. L’idea di mettere già in programma la 2a edizione fu una conseguenza logica.  E così il 21 settembre 1997 la organizzammo. Un successo anche questo. A dire il vero, però, non ricordo perché scegliemmo il mese di settembre. Forse per via del caldo. O forse per una sovrapposizione di eventi. Fatto sta che la 3a edizione tornò nel mese di giugno. Per la precisione il 14 giugno 2008.

Tre Feste organizzate. Ormai c’era benzina sufficiente per muovere le ali dei sogni. E così l’idea, tanto azzardata quanto entusiasmante: dare vita ad un torneo di Feste, sul modello della Champions League di calcio. Ovvero cani che si qualificano e si sfidano in finale. Ne parlai con gli amici del “Circolo”. L’idea piacque: tre Comuni che si coordinano tra di loro per organizzare in ognuno una festa di qualificazione. La finale sarebbe spettata a Banchette, quella che nel frattempo era stata chiamata da un periodico locale “la capitale del cane fantasia”.  Nacque così nel 1999 il 1° Campionato Canavesano del Cane Meticcio, chiamato così perché coinvolgeva tre Comuni (Agliè, Bollengo e appunto Banchette), tutti in provincia di Torino ma inseriti in un’area geografica tra bassa Valle d’Aosta e Torino, detta Canavese.
Il calendario era da tour de force: 30 maggio: prima prova ad Agliè; 6 giugno: seconda prova a Banchette; 13 giugno: terza prova a Bollengo; 12 settembre: finalissima a Banchette.
Fui io a presentare tutte le 4 manifestazioni. Il tempo ci risparmiò solo in parte. Agliè... ok: caldo ma zero pioggia; Banchette... pioggia. Lieve ma fastidiosa. Andammo avanti lo stesso. C’era una concorrente da Genova. Non potevamo mandarla a casa senza neanche un giro di ring. Bollengo e finale a Banchette invece ok. Grande successo. Vincitore assoluto Mozart, un cane preso dal canile.

Nell’autunno del 1999, dopo 5 feste organizzate e 2 gestite, la stanchezza iniziò a farsi sentire. Ma più di tutto influì il trasferimento in Lombardia. Lasciavo un’iniziativa unica nel suo genere. E il futuro era incerto.
Passarono infatti 8 anni, nei quali l’idea di rifare la Festa anche in provincia di Como (dov’ero) si scontrò con problemi pratici e una mentalità non troppo disponibile. Fu tuttavia nel 2007 che si verificò la svolta. A Seveso.
Complice fu l’idea di rinnovare il sito internet della mia ditta individuale. Volevo fare un sito sui cani. Da qui all’idea di rifare la Festa dedicandole un sito internet ad hoc, il passo fu breve. “Si può fare!” esclamai in macchina, come il protagonista di Frankenstein Junior.
Il 14 giugno 2007 il sito http://www.festadelmeticcio.com/ venne messo on line. Oggi conta in media 500 pagine viste al mese ed è diventato il punto di riferimento principale della nostra attività. Seguirono le prime 2 Feste (il cui numero progressivo era ovviamente ripartito da 1), rispettivamente il 6 aprile 2008 e il 14 giugno 2009. Internet intanto faceva il suo dovere: per la prima volta iniziammo ad avere concorrenti da tutto il nord  e centro Italia.
La Festa si stava affermando anche a Seveso. Occorreva però darle una forma più “ufficiale”. Fu così che il 1 marzo 2010 nacque l’Associazione di Promozione Sociale “Festa del Cane Meticcio”, regolarmente iscritta all’Agenzia delle Entrate e nei registri provinciali.
Il 13 giugno 2010 fu la volta della 3a edizione, con una soddisfazione unica: per la prima volta il ministro del Turismo On. Brambilla ci diede il suo personale patrocinio (lo ha fatto anche in occasione della 4° edizione).  Ormai la Festa era diventata qualcosa di veramente importante.
La 4a edizione è invece cronaca recente. Si è svolta infatti il 12 giugno 2011, con un’ulteriore soddisfazione: il primo cane “straniero”. La padrona infatti veniva dalla Svizzera.   

mercoledì 8 giugno 2011

Gli esami non finiscono mai

Le 5 del mattino. Anche oggi il sonno latita. Troppi pensieri. Troppe emozioni. Troppa tensione ancora da digerire. Succederà tra 24, forse 48 ore, quando l’evento sarà passato e tutta la stanchezza uscirà fuori di colpo, lasciandomi ubriaco di immagini, parole, suoni e colori.

È il giorno tanto atteso, quello della Festa. Tra poche ore sarò sull’ampio spazio erboso a montare gazebo, predisporre il ring, addobbare a festa uno spazio già di per sé invitante: l’erba, il bosco, le biciclette che sfrecciano lungo la stradina in terra battuta. Ma ora mi sento come un guerriero pronto a scendere in campo.
Lì, sul tavolo, c’è la maglietta scelta per essere indossata. Anzi ce ne sono due: una, “da lavoro”, sarà quella destinata a sacrificarsi sotto litri di sudore. L’altra, invece, quella da indossare all’ultimo. Come se fosse un matrimonio.
La scelta della maglietta è cruciale: deve evocare la Festa, parlare di noi, raccontare già dal primo sguardo chi siamo e lo spirito che ci anima. È la corazza del guerriero. Lo stendardo indossabile, che fa da contraltare a quello vero e proprio: la bandiera della nostra mascotte.

Ho sempre amato le bandiere. Da piccolo rubavo vecchie lenzuola e con il pennarello disegnavo improbabili loghi di club, eserciti, finanche centri studi sugli Ufo. Poi godevo come un matto a vederle sventolare, attaccate a canne di bambù, nel giardino di casa. Ero fiero come un atleta sul podio olimpico. Un po’ meno lo era mia madre... le sue povere lenzuola. Andavano bene per fare stracci. E poi mio padre. Il suo laboratorio di bricolage perdeva in quei casi dei pezzi: un rotolo di nastro adesivo, dei chiodi, una pinza... 

Mi alzo dal letto. Ormai mi conosco: mille pensieri bussano alla porta degli occhi. Inutile tentare di dormire. Così scendo in tinello e mi preparo la colazione. “Mangia qualcosa”, mi ripeteva mia madre quando andavo a scuola, “se no ti balla tutto nello stomaco!”. Ora questo problema non c’è. I biscotti nel caffelatte sono una carezza per lo stomaco e un dolce calore nelle viscere. Una coccola senza calcolo di calorie: “avrai bisogno di energia”, mi ripetevano. Ora ho solo bisogno di carezze da "prodotti dolciari da forno". Oggi sarà una giornata impegnativa.

È quasi ora di uscire. La macchina è già caricata da ieri sera. La check list è stata tutta quanta spuntata. Non manca nulla. L’esperienza mi ha insegnato a prevedere tutto e a sistemare tutto già qualche giorno prima. Dopo, infatti, la testa sarà così concentrata sull’evento da rischiare pericolosi black out.

Si parte. Il cielo sembra regalarci una giornata piacevole. Per fortuna. Negli ultimi giorni ho cliccato centinaia di volte sui siti metereologici, interpretato cartine. Mi sono aggrappato a parole come “variabile”, “schiarite”, ecc. Ora basta: il tempo è quello che è. Non serve più prevedere.

Tutto è pronto. La bandiera sventola gagliarda. Il ring è pronto. I gazebo fanno bella mostra di sé nel verde del prato. È decisamente un bel colpo d’occhio.
Arrivano i primi gruppetti con cane al seguito. Eccoli i primi concorrenti. Si parte. Inizia la Festa.
A sera tireremo le conclusioni. Gli esami, davvero non finiscono mai...