Caro Cane Natale,
lo so. L’epoca delle letterine per me dovrebbe essere finita d’un pezzo. Eppure ti chiedo uno strappo alla regola in modo tale che, la notte del 24, la tua cuccia volante possa posarsi anche sopra i nostri tetti.
Non so in quale lista risultiamo noi uomini. Se tra i “buoni”, meritevoli così d’un regalo, oppure tra quelli che il 6 gennaio vedranno la loro calza riempirsi solo di carbone. A dire il vero un’idea ce l’ho.... Ma confido lo stesso nella tua bontà. Così, quest’anno, per noi umani non ti chiedo scodinzolii gratuiti, leccate immeritate, uggiolii a vuoto. E meno che mai chiedo un amore gratis, una dedizione quasi senza pari. Nemmeno un’ennesima dimostrazione di principi che noi abbiamo quasi scordato: lealtà, altruismo, spirito di sacrificio, pazienza, umiltà ecc.
Ti chiedo solo di donarci altre zampate di fango sul tappeto, altre crocchette sparse a terra, altre pantofole rosicchiate, e ancora altre palline in giro per casa, coperte che “sanno di cane”, peli finanche sulla tovaglia bella della festa. Insomma regalaci ancora una volta tutto ciò che ti rende cane e non bamboccio, peluche, alter ego di qualcosa d’altro. Siamo stanchi di cani che sanno di borotalco, di robot viventi, di perfetti soldatini agghindati come imbecilli. Siamo stanchi di animali che fra un po’ sanno anche risolvere le equivalenze; che vanno necessariamente d’accordo anche con i più idioti di noi; che abbassano sempre la testa di fronte ad ogni più perfido capriccio.
Regalaci il cane, con il suo modo incasinato di vivere, la sua dolce anarchia, con il suo spirito libero e la voglia di giocare anche se ha un equivalente umano di 60 anni. E se qualcuno di noi non gradisse questo regalo... beh... lasciagli davanti a casa un bel ricordino di quelli che solo voi cani sapete lasciare. Per una volta i sacchettini faremo finta di non averli appresso!

