L’hai preparato con cura quel boccone maledetto. Certo che l’hai fatto. Topicida? Tanax? Stricnina? Che hai usato? Ah no, scusa, che sciocco: forse hai usato un mix di tutto questo. Per avere la certezza che quel povero disgraziato soffrisse le pene dell’inferno. Che schiumasse gli ultimi istanti di vita, conservando negli occhi l’ultimo sguardo atroce del padrone. Sono cani, per te. Solo cani. Roba da spazzare via, come gli scarafaggi o le formiche che minano la tua dispensa.
Ed ora sei lì, a leggere sui blog quanti ne hai fatti fuori. Due? Merda... troppo pochi. Dieci? Sì... certo. Dieci “sacchi di pulci” in meno, e così la tua fottutissima strada, o campo, o parchetto saranno finalmente puliti, sgombri. Lindi. Anestetizzati dal lordume che questi fottutissimi cani portano con sé.
Ora sei lì, a godere di quanti ne sono rimasti a terra. Come quando da bambini si guardava l’esercito di soldatini avversari decimato da un abile tiro di cerbottana. Pancia in su: solo ferito; può essere rimesso in piedi. Pancia in giù: morto. Via. Un soldatino in meno.
Ora sei lì, assieme agli altri. Sul tram. Per strada. In macchina. Ti confondi con gli altri, perché ti senti come gli altri. Sono solo cani... Non è colpa tua. Certo. Se i loro padroni avessero più rispetto.... Se i cani non dovessero cagare, pisciare, grattarsi, vomitare, sbavare... Se tutto questo fosse possibile, non ci sarebbe bisogno di te. Perché il mondo sarebbe già pulito di per sé. Sgombro. Lindo. Anestetizzato. Invece no. Credi che ci sia bisogno di te. Come un giustiziere metropolitano. Come un novello dio pagano a cui spetta il diritto di vita e di morte in nome dell’ordine.
Ora sei lì. A godere che si parli di te, delle tue imprese. Delle tue vittime che per te non hanno nome. Sono tutte uguali. Beh... allora te li ripeteremo tutti uno ad uno, quei nomi, come si fa nelle stragi. Uno ad uno, te li conficchiamo nel petto, quei nomi. Perché ti brucino la pelle e scavino dentro come tarli. Fino a che Dio, o qualcuno, non abbia la grandezza di trovare anche in te un solo milligrammo d’anima da salvare.

