Certo che noi umani siamo proprio strani. Ci esaltiamo nel credere di essere i dominatori dell’universo; ci vantiamo di essere scesi sulla Luna; sfidiamo la gravità con grattacieli che fanno il solletico alle nuvole; insomma... ne facciamo una più di Bertoldo (come si usa dire) e poi... ci scopriamo deboli, indifesi, pronti a farci piccini e a trovare calore nel ventre del nostro cane.
Ma come? Dov’è finita l’intelligenza umana? Dov’è mai quel genio che non ha ancora inventato la pillola della felicità, la macchina delle coccole, la crema anti-nostalgia, la dieta dell’ottimismo, la bevanda dell’euforia, il chewingum dei pensieri positivi... Dov’è? Suvvia! Coraggio, l’umanità intera è pronta a sborsare miliardi per invenzioni del genere (che però si rivelino efficaci)!
Come? Non c’è nessuno? E’ ancora tutto in fase di laboratorio? Mannaggia... ci tocca ancora una volta ammettere – del tutto in privato, per carità – le nostre debolezze. Ci tocca ancora una volta sorridere perché tornando a casa c’è una coda che si agita. Ci tocca ancora affondare il viso nel ventre del nostro cane per trovare quel calore perduto che, talvolta, neanche in famiglia abbiamo mai sperimentato.
Come? Non c’è nessuno? E’ ancora tutto in fase di laboratorio? Mannaggia... ci tocca ancora una volta ammettere – del tutto in privato, per carità – le nostre debolezze. Ci tocca ancora una volta sorridere perché tornando a casa c’è una coda che si agita. Ci tocca ancora affondare il viso nel ventre del nostro cane per trovare quel calore perduto che, talvolta, neanche in famiglia abbiamo mai sperimentato.
E lui? Il nostro “povero” cane, che fa? Sorride, scodinzola, talvolta sbadiglia o fa “orecchiette” perché prova imbarazzo, ma quasi mai ci respinge. Piuttosto si diverte. Sì, ma non tanto per il fatto che noi siamo talmente comici da dargli il buon umore. Perché, al contrario, siamo così sciocchi da vantarci delle nostre prodezze, e poi altrettanto velocemente diventiamo ignudi come bimbi, indifesi peggio dei cuccioli. Persino ridicoli a fronte della nostra presunta grandezza.
Ma, cari colleghi umani, facciamoci coraggio. In fondo abbiamo eletto il cane a miglior amico dell’uomo, no? E allora è probabile che ancora per qualche secolo, questi miracoli di cuore, coda e zampone resistano alla voglia di mandarci a quel paese. O anche solo di ridere di noi. A meno che, segretamente, tra di loro non lo facciano già.

Nessun commento:
Posta un commento