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| Paris Hilton |
Quanto costa mettersi la coscienza a posto e godere così di una rendita emotiva per giorni interi? Anche solo 80 dollari (60 euro circa). Quanti ne ha spesi Paris Hilton a Bali (Indonesia), per acquistare e far cucinare ai cuochi di un hotel di lusso una bistecca da dare a un cane randagio. E affamato.
Un gesto nobile, certo. Peccato però che qualcuno ha fatto notare che, con 80 dollari, forse si potevano sfamare 80 randagi ad un dollaro l’uno. E non credo proprio che il super fortunato mangiatore di filetto fosse l’unico sfigato della spiaggia indonesiana. Ma tant’è. Così facendo la nostra Paris ha guadagnato ancora l’interesse dei media. E guarda caso di questo evento c’è pure una foto che la ritrae mentre, uggiosa e orgogliosa allo stesso tempo, posa a fianco del “fortunato-disgraziato” che mangia.
Che bel colpo di marketing, cara Paris. Da maestra, non c’è che dire. Infatti qui entra in gioco un sottile meccanismo psicologico che mi piace chiamare: la sindrome di Cenerentola. Fateci caso: che eco avrebbe avuto l’immagine di 80 pulciosi indonesiani che mangiano crocchette economiche mentre l’ereditiera si propone al flash dell’immancabile paparazzo? Da zero a dieci... diciamo cinque. Non di più. Ed invece ecco il colpo di genio: per una notte faccio vivere pochi istanti di sogno ad un poveraccio con la coda. Lui, e solo lui, diventa allora un principe indonesiano che sveste i panni della povera Cenerentola e indossa quelli del prescelto. L'unico selezionato per affondare i denti in un filetto sanguinolento e alto due dita. A differenza di Cenerentola, però, lui non lascerà la celebre scarpina di cristallo. Semmai un sonoro e gustoso rutto nell’aria calda di Bali.
Non sazia di questo bagnetto caldo per la sua coscienza, la Hilton ha dichiarato poi di essere rimasta sveglia tutta la notte al pensiero di quei poveri disgraziati a quattro zampe che ha potuto vedere tra un drink e l’altro. Oh... povera ciccina.... Chissà che occhiaie! Chissà quante iniezioni di collagene serviranno per colmare quei brutti solchi sotto le palpebre...
Guarda, cara Paris, facciamo allora così: la prossima volta lascia perdere. Ok? Lascia che ai randagi ci pensino persone dal cuore grande e gli attributi grandi come meloni, così come lo sono quasi tutti i volontari che operano per i cani. Ok? Dio non voglia che il tuo cerone si macchi del viola dell’insonnia. E giammai vorremmo che tu spendessi un altro 0,00001 per miliardo del tuo patrimonio, semplicemente per dimostrare al mondo che il mito di Cenerentola alberga anche tra i nostri amici cani. Ci crediamo, davvero.
Ah... un’ultima cosa. Grazie, a nome del cane, per quel filetto. E te lo diciamo a modo nostro: con un bel rutto collettivo, nella fredda aria della provincia brianzola.

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