martedì 17 gennaio 2012

Inventiamo un peluche che fa la pupù

Da diversi anni i giocattoli sono diventati uno strumento di educazione civica indiretta. Le bambole ormai non sono più soltanto delle belle riproduzioni di finti bambini perfetti in tutto, ma sempre più spesso ne imitano anche i lati più “scomodi”: fanno pipì nelle mutandine, piangono, chiedono il latte con urla e strepiti ecc. Addirittura ci sono ora delle bambole polically correct: ad esempio bambolotti neri, per insegnare ai pargoli ad essere giustamente tolleranti con gli amichetti di colore, fino alla nuovissima Barbie calva, destinata (sic!) alle bambine colpite da tumore.

Ora mi chiedo: perché non usare questa tendenza anche per insegnare ai bambini cosa vuol dire essere un cane e possederne uno? L’idea è semplice: basta con peluche bellissimi di razze tutte tondeggianti, con gli occhi grandi e zero problemi! Inventiamo un peluche che fa pupù, che odora di cane, che guaisce perché gli scappano i bisogni e deve essere portato fuori, anche a 5 gradi sotto zero. Piantiamola insomma di alimentare la favoletta che i cani sono solo coccole, leccate, notti passate con lui nel lettino. Chi è cinofilo responsabile, sa infatti bene che questi animali hanno anche dei lati più scomodi: le già citate incombenze fisiologiche, il pelo perduto sul tappeto e i divani, gli orari dei pasti da rispettare, le vaccinazioni da fare, le immancabili passeggiate per non trovarceli grassi come porcelli.

Sia chiaro. Il cinofilo vero affronta tutto questo con animo leggero. È un impegno che mette in conto, ma questo non vuol affatto dire che il cane sia per lui un peso. Resta un essere vivente con le sue (giuste) esigenze, che tuttavia vengono vissute in maniera perlopiù responsabile e cosciente.
E allora, a fronte di un simile peluche di nuova generazione che grazie ad un timer fa la pupù due volte al giorno, che ogni tanto rilascia dell’acqua colorata di giallino sul tappetino del bagno e che, grazie ai dentini di plastica, arriva perfino a mordicchiare il Cicciobello nuovo di zecca, quanti bambini sarebbero così intelligenti, responsabili e pronti a diventare un domani dei veri cinofili?

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