venerdì 11 marzo 2011

Il cane ha 4 zampe. Lo ha scoperto la scienza...

Giacomo Leopardi
La scoperta sensazionale, e tale da ora in poi da rivoluzionare completamente il rapporto uomo-cane nei prossimi decenni, arriva dall’Australia: i cani sono in grado di capire le emozioni umane. A questo mirabolante risultato sono arrivati il docente di psicologia Ted Ruffman e un gruppo di suoi studenti dell’Università di Otago. Dopo aver testato 90 cani, lo studio delle loro reazioni ha dimostrato che i cani sono capaci di distinguere un “umano” felice da uno arrabbiato o triste, o una risata dalle lacrime.
Wow... che scopertona! Da giornalista cinofilo non posso che essere sbalordito ed entusiasta per un risultato che... a dire il vero sapeva anche la signora Giuseppina, 80 anni, 5ª elementare in un cassetto ma tanto amore per gli animali ed esperienza di vita. Solo che a lei è bastato un solo cane: il suo Patata, dal pelo sbiadito, una sordità incipiente ma un’intelligenza da fare un baffo al miglior cane attore di Hollywood.   
La scienza, diciamoci la verità, non è nuova a queste presunte scoperte che poi altro non sono che l’ufficializzazione di quello che il buon senso, ma anche solo il buon vivere cinofilo, dimostrano ampiamente ogni giorno. Basti pensare a quanti articoloni escono in questi ultimi anni sul fatto che... i cani fanno bene all’uomo e pertanto la Pet Therapy è spesso un toccasana. Sull’uso scientifico di questa pratica, dove cioè l’interazione tra animale e paziente gravemente compromesso a livello fisico o psichico dev’essere programmata e gestita da un medico, nulla da dire. Certamente ha un effetto straordinario. Ma sugli effetti positivi e piacevoli che la semplice interazione con l’animale da compagnia offre all’uomo (le cosiddette Animal Assisted Acitivities che rientrano comunque nel protocollo della Pet Therapy) occorre ricordare che già lo sapevano gli ominidi che 15 mila anni fa hanno addomesticato i canidi selvatici per trasformarli nell’attuale compagno di vita. Non c’era bisogno né di Harvard né magari dell’università di Otago.
Eppure questo vizio di rendere scientifiche certe banalità quotidiane ha adepti anche insospettabili. Prendiamo ad esempio il poeta Giacomo Leopardi (1798-1837). Recentemente è stata riproposto agli onori della stampa un suo scritto giovanile: Dissertazione sopra l’anima delle bestie (1811). Per contrastare l’idea del filosofo Cartesio (1596-1650) che sosteneva che gli animali non avessero un’anima e fossero delle semplici macchine prive di emozioni, l’allora tredicenne Leopardi scrive: “...Chiaramente si scorge dai suoi pietosi latrati che un cane prova se si percuota, quella pena che noi stessi sperimentiamo”.
Attenzione, avete letto bene. Il Giacomo nazionale – pur con tutto il rispetto per il ruolo che ha nella storia letteraria universale – dice in sostanza: se tu dai un pestone con un martello sul piede di un cane, lui guairà esattamente come noi inizieremmo a urlare per il dolore se ci venisse compita una mano.
Wow... un’altra scopertona! Ci voleva un trattatello di filosofia per dimostrare che i cani soffrono il dolore o anche solo che sono capaci di provare emozioni? Ma dov’era Leopardi in quelle ore che non passava chiuso a studiare nella sua biblioteca di Recanati? Non ha mai visto forse il dolore di un cavallo azzoppato, il terrore di un maiale pronto per essere sgozzato, la tristezza di un cane tenuto a catena per non pensare che anche il più gretto contadino lo sapesse già di per sé? E dire che allora il contatto con il mondo animale era molto più frequente, anche per il figlio della medio alta nobiltà com’era Giacomo.
A questo punto lancio una proposta. A partire dal 1991 ogni anno vengono assegnati i Premi Ig-Nobel, parodia del celebre premio Nobel sponsorizzata dalla rivista scientifica-umoristica statunitense Annals of Improbable Research. Personalmente candido il professor Ted Ruffman, dell’Università di Otago. Un premio speciale, poi, lo darei ad memoriam a Giacomo Leopardi. Altre candidature, invece, le terrei da parte per il primo studioso che, magari sull’autorevole rivista americana Science, arriverà a comunicare al mondo che... i cani hanno 4 zampe!

Nessun commento:

Posta un commento