domenica 13 marzo 2011

Quando il cane diventa una baby-sitter

La notizia è di pochi giorni fa. Nella scuola primaria di Oakhill sta ottenendo successo il programma detto "Reading Education Assistance Dogs", dove cani addestrati vengono usati per ascoltare bambini che leggono ad alta voce dei libri. Secondo i curatori del progetto, in questo modo il bambino sa di avere al proprio fianco qualcuno che lo ascolta (o almeno crede in cuor suo che lo faccia) ma che non lo giudica se nella lettura lui incespica o sbaglia completamente l'intonazione delle frasi.  
A dire il vero la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: ma questi cani sono stati addestrati a cosa? Forse a non smangiucchiarsi il pargolo al terzo errore di fila? Forse a non ululare sentendo frasi con il punto interrogativo lette come se invece non lo avessero affatto? O forse sono stati programmati a non sclerare dopo la prima mezz'ora di lettura stentata come un vecchio motore della 500 della nonna?
Ah no... forse ho capito. Probabilmente hanno adottato con loro lo stesso training che si usa con i volontari ad esempio del "telefono amico". Un addestramento, insomma, a riuscire a fare da "catino" per dosi concentrate e reiterate di sofferenza umana tali da sgangherare chiunque. Un addestramento affinché non arrivino mai a dire: "Ma sì, dai, hai ragione. Buttati dalla finestra, la tua vita è una merda così come la mia. Io però avanti ci vado lo stesso", il giorno in cui tutto gli è andato storto e arriva le decima telefonata di chi vede tutto nero.  
Certo le cose devono stare così. A questi cani viene insomma insegnata la pazienza, la tolleranza, una ghandiana sopportazione delle avversità tale da non farli scappare a fine giornata di lavoro (come madre natura li spingerebbe a fare in realtà per non farli più rivedere) ma piuttosto a restare con l'equivalente del nostro sorriso umano: una scodinzolata veloce. A questi cani viene insegnato che no... è brutto... no... è cacca il pensare di affondare i canini nella testolina bionda dell'antipatico di turno che, con occhialini alla John Lennon e la "erre" moscia del compianto avvocato Agnelli, dice al cane: "Allova.... mi segui o no... vazza di cane stupido....".  
Stando così le cose.... altro che "pet therapy" applicata alla prima infanzia. Per questi cani propongo un Premio Nobel per la Pace ad honorem!

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