Nella saletta allestita appositamente la luce è fioca. Lui, lo studente, ha la testa tra le mani. La voce sofferente e fioca. "Vede dottore, succede che quella str.....za del corso di Diritto internazionale proprio ce l'ha con me. È già la seconda volta che mi boccia!".
Lui, il cane, annuisce con la testa. Con un'occhio, però, dà un'occhiata all'orologio appeso al muro. Mancano ancora 5 minuti e poi la sessione di mezz'ora sarà (finalmente) finita". Con un cenno di coda spinge il giovane a continuare. Lui esegue, tirando in ballo la fidanzata che non vuole che lui vada alla partita di football, i genitori che non gli prestano la macchina, e quell'iPod che "no... non me lo posso proprio permettere. Shit!".
Scatta finalmente la mezz'ora. Un campanello avverte che la sessione è finita per davvero. "Beh... grazie dottore. Ci vediamo la prossima settimana".
Fantasia? Non proprio. All'Università di Yale (Usa) gli studenti del corso di legge avranno da ora in poi un cane a disposizione per mezz'ora (su prenotazione) per raccontargli le loro vicende personali e ridurre così - secondo gli ideatori dell'iniziativa - il loro livello di stress e frustrazione.
E c'è da immaginare cosa possa uscire: esami non superati, professori orridi, ma anche insuccessi sessuali, fidanzate cornute, amici traditi, madri che stressano. Insomma, tutto ciò che a un cane può interessare. No?
Di certo non andranno a raccontargli della cagnetta del quartiere che non li fila; dell'Alano della quarta strada che fa lo sbruffone; di quel meraviglioso odore di gatto di strada che ti fa venir voglia di correre con le unghie limate e pronte a colpire. No... macché.
Ma perché, mi chiedo a questo punto, era necessario prendere un cane? Forse perché non può ribellarsi? Forse perché non può dire: "E che palle!!!". No. Lui è pagato con crocchette e biscotti per fare da spugna di giovani yankee con le lentiggini e problemi comuni ai coetanei dell'Occidente. "Glie tocca", come si dice...
Ma perché, mi chiedo a questo punto, era necessario prendere un cane? Forse perché non può ribellarsi? Forse perché non può dire: "E che palle!!!". No. Lui è pagato con crocchette e biscotti per fare da spugna di giovani yankee con le lentiggini e problemi comuni ai coetanei dell'Occidente. "Glie tocca", come si dice...
Da buon cinofilo ho un consiglio: perché non lasciare stare i poveri cani e pagare, che so... 100, 200 euro a settimana, un disoccupato che per mezz'ora stia lì', muto, ad ascoltare ogni sorta di confidenza? Tanto... neanche il cane potrebbe dargli validi consigli...

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