venerdì 8 aprile 2011

Il sogno della povera signora Louise

La notizia, fresca fresca, la riporta il giornale inglese The Telegraph. Nell'Essex, in Gran Bretagna, una signora di nome Louise ha speso ben 20mila sterline (equivalenti a più di 22.700 euro) per organizzare il "matrimonio" della sua Yorkshire Terrier con un altro cagnetto. Secondo il giornale entrambi gli animali erano vestiti con abiti degni dell'occasione. Lei, in particolare, indossava un filo di perle ed aveva un'abito tempestato di Swarovski.
Siete scandalizzati? Avete già pronte le dita per digitare commenti furibondi su Facebook o lanciare campagne contro l'imbarbarimento della specie canina? Sì... avete ragione... ma aspettate solo qualche minuto. Perché nessuno di noi conosce Louise. Nessuno sa che passato possa avere. Di certo è solo facile immaginare che di sterline ne possegga parecchie. Ma per il resto?
Indugiare su commenti tipo "Questa è tutta matta" sarebbe fin troppo facile. La cinofollia, d'altra parte, ci ha già abituato a stranezze finanche superiori. Ricordo ad esempio che tempo fa in Asia un uomo si è sposato con un cane. Sì... proprio un matrimonio tra uomo e cane. Per non parlare di alberghi, ristoranti, centri benessere dedicati esclusivamente ai nostri amici a quattro zampe.
Nel caso della povera signora Louise, tuttavia, c'è un qualcosa che non mi torna. O, meglio, c'è un dubbio che da ridicola renderebbe questa news piena di melanconia. Ed è quello che la donna abbia covato per anni il desidero di convolare a nozze, e che per qualche motivo non abbia potuto farlo. Probabilmente si è immaginata questo giorno fin da piccina: la chiesa, l'abito, i fiori, i gioielli. Tutto nei minimi particolari. Poi... qualcosa è andato storto e magari ora si ritrova single a fare un lavoro noioso e a mangiare da sola surgelati e tonno in scatola. 
Così l'illuminazione: "se io non ho potuto vivere questa gioia, ne godrà la mia piccola cagnetta". Classico transfert uomo-animale che è alla base di suddetta cinofollia: pensiamo cioè che ciò che piace a noi possa piacere anche ai nostri cani. Ed ecco allora che il sogno riprende vigore. Gli antichi pensieri vengono rispolverati e - cosa anch'essa comune - esagerati fino all'inverosimile cifra di 20mila sterline.
Un po' come certi uomini dello sport che magari da piccoli hanno sofferto la fame e che, da ricchi e famosi, non si comprano - che so... - 3 cappotti ma 20 o 30, e poi ancora 40 paia di scarpe, 8 Ferrari, allo stesso modo Louise ha voluto ripagare lo scotto del "suo" sogno svanito con l'iperbole di un matrimonio tanto assurdo quanto sfarzoso. Per la cagnetta, però...
Per questo non mi sento di attaccare tout court la povera Miss Louise. In fondo, questo potrebbe essere un'ennesimo, piccolo dramma che suo malgrado sale agli onori della cronaca (e dei blog) grazie a un cane. 

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