Parte seconda - Il nuovo rapporto uomo-cane
Premessa
Nella prima parte di questo libro abbiamo ripercorso storicamente l’evoluzione del rapporto uomo-cane, ponendo l’attenzione soprattutto sul modo di vedere, pensare e gestire l’animale da parte dell’uomo. Del cane abbiamo poi evidenziato come molto presto abbia fatto una scelta di tipo opportunistico, decidendo più o meno consapevolmente di cedere in toto la sua natura a favore di essere vivente di specie diversa, fino al punto da diventarne completamente dipendente.
Premessa
Nella prima parte di questo libro abbiamo ripercorso storicamente l’evoluzione del rapporto uomo-cane, ponendo l’attenzione soprattutto sul modo di vedere, pensare e gestire l’animale da parte dell’uomo. Del cane abbiamo poi evidenziato come molto presto abbia fatto una scelta di tipo opportunistico, decidendo più o meno consapevolmente di cedere in toto la sua natura a favore di essere vivente di specie diversa, fino al punto da diventarne completamente dipendente.
Si tratta ora di comprendere le ragioni psicologiche che hanno da un
lato portato il lupo a diventare cane, e dall’altra l’uomo a creare una
relazione interspecifica praticamente senza pari in tutto il panorama animale,
fino al punto di creare una vera e propria tribù
del guinzaglio che del cane fa la sua ragione d’essere e nel nome cane
produce tutto quel corollario di linguaggio e comportamento che la rende unica
e per certi versi riconoscibile.
Per farlo, però, dobbiamo per
prima cosa capire come ragiona il lupo
allo stato selvatico e come invece ragiona
il cane una volta che il suo branco è ormai composto da membri di specie
diversa. A questi due aspetti dedicheremo i prossimi due capitoli.
© Stefano Nicelli – Vietata la riproduzione
SEGUE CAP. 6
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